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NEWS

09/11/2019, 08:30

extrarotazioni, allenamento, sport, palestra, fitness, pesi, wellness, benessere





 



Ma quanto sono belli quei personaggi che ogni tanto appaiono in palestra, impugnano due manubri, si posizionano davanti allo specchio ed eseguono le extrarotazioni della spalla a braccio flesso? Da un punto di vista umoristico direi che sono uno spasso impagabile, da un punto di vista tecnico direi invece che sono un abominio e un insulto alle Scienze Motorie e a tutti quelli che fanno ricerca in questo campo.
Lo scenario descritto sopra, infatti, seppur presenti le caratteristiche di movimento tipiche degli esercizi di extrarotazione corretti, nella realtà dei fatti è tutta apparenza poiché il muscolo principalmente sollecitato è il bicipite brachiale che dovrà opporsi isometricamente alla resistenza offerta dal manubrio, mentre i muscoli extrarotatori della spalla (sopraspinato, sottospinato, piccolo rotondo, fasci posteriori del deltoide e capo lungo del tricipite brachiale) si contraggono in assenza di resistenza esterna, inoltre, per tornare nella posizione di partenza e, quindi, eseguire il movimento di intrarotazione, sarà necessario contrarre anche gli intrarotatori omerali (sottoscapolare, grande rotondo, fasci anteriori del deltoide, grande pettorale, gran dorsale e
02/11/2019, 08:17

sport, attivit motoria, allenamento, benessere, fitness, wellness,



Sport-e-Attività-Motoria.-Differenze,-Benefici-e-Controindicazioni


 



Sport e attività motoria (o fisica, che dir si voglia) sono due termini spesso usati come sinonimi, non è raro infatti sentire frasi del tipo "il medico curante del mio bambino ha prescritto un regolare movimento" e ciò comporta spesso una ricerca che termina quasi sempre con l’iscrizione presso l’una o l’altra squadra sportiva, ma i genitori sapranno distinguere quali sono le differenze, i benefici e le controindicazioni tra le varie attività? Spesso si tende a fare una grossa confusione, vediamo il perché in questo articolo.
Iniziamo con l’analizzare la terminologia delle due parole: potremmo definire lo sport come quella pratica tendente ad esasperare ed estremizzare uno o più determinati qualità che caratterizzano la disciplina la quale si attiene in modo preciso e scrupoloso ad un regolamento dal quale è imprescindibile. Col termine attività fisica possiamo invece indicare quella pratica motoria preventiva e mantenitiva non assoggettata ad alcun regolamento ma capace di evocare nel praticante un positivo stato fisico e/o mentale tale da caratterizzarla come attività di punta.
In entrambi i casi, affinché i loro effetti siano positivi, è necessario svolgere l’attività in modo continuativo e programmato, inoltre sia nell’uno che nell’altro caso non è possibile ed è altamente sconsigliato iniziare subito forte, ma è opportuno seguire un periodo più o meno lungo di preparazione che deve essere eseguita gradualmente in modo da garantire un adeguato livello di base tale da scongiurare il rischio di lesioni di qualsiasi tipo, ma non solo, ma ci sono altri fattori che sarebbe bene prendere in considerazione prima di intraprendere qualsiasi disciplina: primo su tutti, lo sport comporta quasi sempre un danno! Lo so, nessuno si sarebbe mai aspettato di sentire un’affermazione del genere, eppure è la pura verità e di seguito si potrà prendere coscienza e consapevolezza del perché.
26/10/2019, 07:30

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Lo-Squat-a-Piedi-Scalzi,-Mito-o-Realtà?


 Nel precedente articolo ci siamo occupati del tema biomecanica dello squat, oggi parliamo nuovamente di questo esercizio prendendolo in considerazione dal punto di vista della sua esecuzione...



Nel precedente articolo ci siamo occupati del tema biomecanica dello squat, oggi parliamo nuovamente di questo esercizio prendendolo in considerazione dal punto di vista della sua esecuzione.
Oggigiorno vi è infatti una buona fetta di P.T., quelli bravi, quelli social, quelli alternativi, che fa eseguire l’esercizio senza l’ausilio delle scarpe, spesso anche senza calzini, con i piedi nudi direttamente a contatto col terreno. La motivazione principale è legata ad un’esecuzione della gestualità più naturale per il nostro organismo e ad una maggiore stabilità: siamo infatti progettati per vivere scalzi e la nostra storia evolutiva ci ha plasmati così proprio in virtù del fatto che abbiamo sempre avuto un appoggio podalico privo di calzature, ma sarà realmente così?
Se da un lato è vero che i nostri antenati hanno sempre camminato scalzi, contribuendo a determinare la struttura della volta plantare così come la possediamo oggi, c’è da dire che oggi, soprattutto nelle aree più sviluppate del pianeta, la vita si svolge su superfici perfettamente piattePerciò far eseguire uno squat (così come qualsiasi altro esercizio in posizione ortostatica) senza l’ausilio di calzature obbligherebbe il piede a riadattarsi ad una superficie non conferme alla sua struttura predisponendolo ad un appiattimento della sua volta e, per un effetto a cascata in salita, comprometterebbe anche le articolazioni di caviglia e ginocchio che andrebbero ad assumere un atteggiamento in valgismo, dell’anca con conseguente aumento degli stress meccanici e, a salire, di tutte le articolazioni fino all’apice della testa. Lo squilibrio che verrebbe a crearsi non solo risulterebbe dannoso per l’organismo a livello estetico, ma provocherebbe anche inutili dolori muscolo-articolari e, infine, richiederebbe anche un successivo periodo di rieducazione posturale. Per questo motivo è assolutamente sconsigliato e, anzi, vietato eseguire esercizi in palestra scalzi.
Cosa inversa si verificherebbe nel caso in cui l’esercizio, qualsiasi esso sia, venisse eseguito su una superficie come la sabbia, la quale per le sue caratteristiche modellanti, accoglierebbe il piede perfettamente, contribuendo a mantenere e, addirittura, a migliorare la sua fisiologia qualora fosse compromessa, contribuendo anche ad un miglioramento della stabilità corporea come effetto dell’allenamento su superfici instabili. Sulla sabbia, a differenza di ciò che abbiamo detto per l’interno della palestra, è assolutamente sconsigliato l’utilizzo delle scarpe e, per questo motivo, risulterebbe ignorante colui il quale affermasse il contrario e/o decidesse di adottare strategie allenanti di tipo massimale o submaggimale, infatti, predisporre carichi elevati su superfici instabili, aumenterebbe parallelamente il rischio di infortuni.
Quindi, per concludere, qualsiasi esercizio in piedi eseguito in palestra o comunque su superfici piane e rigide necessita dell’ausilio delle calzature. Bisogna perciò diffidare e abbandonare quella categoria di Allenatori che propone tali metodiche in quanto la maggior parte delle volte non conosce, non si aggiorna o, peggio, non ha titoli idonei per consentirgli decisioni ragionate.


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